Un corto mette in luce il pericolo insito nei droni armati

slaughterbots

Lo scorso venerdì è stato presentato a Ginevra presso le Nazioni Unite e durante una convention sulle armi convenzionali, il cortometraggio intitolato Slaughterbots. Prodotto dal Future of Life Institute che annovera tra i suoi membri Stephen Hawking e Elon Musk, vuole mettere in evidenza il perché non bisogna prendere alla leggera il futuro dei droni armati.

In sostanza, il cortometraggio ha voluto denunciare il pericolo insito nell’utilizzo dei droni armati e che consiste nella non remota possibilità che questi aerei senza pilota potrebbero essere hackerati da chi ha intenzioni di causare morti e distruzione, con un occhio particolarmente rivolto al terrorismo.

Riassumendo il contenuto del film, all’inizio vengono evidenziati naturalmente sia l’intelligenza che l’efficienza che questi droni hanno raggiunto. È davvero inquietante, vedere una flotta di droni lavorare insieme per penetrare negli edifici, in grado di sfuggire alle minacce ed eliminare gli obiettivi con facilità. Video come questi possono farci capire i potenziali pericoli insiti nell’aumento delle macchine artificialmente intelligenti.

Slaughterbots ci presenta soprattutto l’idea che la guerra nucleare diventerà obsoleta una volta che quest sciami di UAV armati e intelligenti diventeranno standardizzati.

Come afferma tranquillamente il presentatore nel film, “Elimina il tuo nemico in modo virtuale e privo di rischi. Identificalo, rilascia lo sciame e rilassati”. È difficile non capire quanto un futuro del genere sia plausibile ascoltando queste frasi inquietanti. Inevitabilmente, una violazione della sicurezza dei droni potrebbe portare morte se andrebbero nelle mani di un nemico sconosciuto che ne assume il controllo colpendo magari politici importanti o gente comune, senza indizi o motivi chiari a disposizione.

In un mondo in cui la mappatura facciale, la sorveglianza di massa, la geo-localizzazione e i droni diventati facilmente accessibili ai cittadini comuni, Slaughterbots fa un ottimo lavoro nel connettere questi punti e postulare ciò che questo può inevitabilmente portare. Aziende come vHive e Google stanno lavorando su sistemi di gestione delle flotte di droni altamente organizzati.

Cosa succederebbe se questi potessero essere hackerati e rivolti contro cittadini comuni o politici? Il film non si rivolge soltanto a determinate categorie sociali ma riguarda tutti noi. E’ un appello lanciato a chi deve riconsiderare e rivalutare l’attuale situazione sull’utilizzo dei droni.