Intervista all’Esperto: parliamo di autorizzazioni, certificazioni e modulistica

esperto droni intervista

Questa è la terza di un ciclo di interviste ad esperti, che stiamo realizzando e che pubblichiamo nel nostro sito sperando possano essere di aiuto a quanti intendono addentrarsi nel mondo dei droni e farne magari una professione.

L’intervistato di oggi è Giorgio Biasi, Direttore tecnico di www.flyvalue.eu che ringraziamo per la disponibilità.

Queste sono le domande che gli abbiamo posto:

1. Quando si parla di Operatore autorizzato di droni, cosa si intende?
L’Operatore riconosciuto o autorizzato di SAPR (comunemente drone) è formalmente una organizzazione che abbia le capacità tecniche, operative ed economiche per poter operare (ndr. far volare) un drone in condizioni di sicurezza e ottemperando al regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” giunto all’ed. 2.

In analogia ad una organizzazione di aviazione tradizionale, all’interno di un operatore devono essere presenti capacità di gestione economica, operativa, manutenzione, di addestramento e di pilotaggio.

Queste capacità possono essere racchiuse anche in una sola persona, che nel caso si occuperà della gestione economica, di gestire l’organizzazione delle missioni di volo, la manutenzione del drone e il pilotaggio durante il volo.

L’operatore e il pilota sono quindi due figure diverse, che richiedono due percorsi diversi di abilitazione. Mentre il pilota deve avere un attestato di pilotaggio, l’operatore deve avere l’autorizzazione ad operare.

2. L’utilizzo di droni dal peso superiore ai 300 gr comporta il conseguimento di un Attestato di Pilota: come e dove lo si può conseguire?
L’attestato di Pilota SAPR è una delle novità introdotte dal regolamento ENAC mezzi aerei a pilotaggio remoto ed. 2 del 16 Luglio 2015. E’ il titolo necessario per il pilota che intenda operare droni ad uso professionale di massa al decollo tra i 300 grammi e i 25 chilogrammi in VLOS (Visual Line of Sight).

Per ottenere l’attestato di pilota SAPR, il pilota deve frequentare con profitto un corso di teoria SAPR e sostenere un esame di pratica. Il corso teorico ha durata in genere di 33 ore più esame e prevede la trattazione di argomenti che spaziano dai principi del volo, alla normativa aeronautica e regole dell’aria. In aggiunta, a seconda dell’organizzazione che eroga il corso, vengono trattati più o meno dettagliatamente argomenti quali le tecniche costruttive dei SAPR, le generalità e utilizzo dei vari sensori e i software di utilizzo comune.

L’esame pratico può essere sostenuto con o senza corso di pratica di pilotaggio erogato dall’organizzazione di addestramento riconosciuta e permette di conseguire l’attestato di pilota SAPR su una classe di SAPR o sul tipo specifico con il quale è stato effettuato l’esame.

Il pilota potrà quindi essere abilitato solo al proprio tipo di drone o ad una classe di droni.

I corsi di teoria e pratica, e l’esame, hanno validità solo se erogati da una organizzazione di addestramento riconosciuta da ENAC. La lista delle organizzazioni di addestramento riconosciute è pubblicata sulla pagina web dell’Ente, dedicata ai SAPR.

3. Quali altri documenti occorrono affinché il pilota sia abilitato (visite mediche etc)?
Oltre all’attestato, il pilota deve essere in possesso di certificato medico almeno di classe LAPL o superiore. Il certificato medico di classe LAPL in aviazione tradizionale certifica l’idoneità psicofisica per titoli di pilotaggio che consentono l’esercizio di attività di volo non professionali su aeromobili al di sotto dei 2000Kg e fino a quattro passeggeri.

E’ un certificato medico meno restrittivo rispetto alla CLASSE II richiesta con il primo regolamento e permette di superarne alcuni limiti. Il certificato medico può essere ottenuto presso un medico autorizzato da ENAC. La lista dei medici autorizzati è pubblicata sulla pagina web dell’ente (qui).

4. Queste certificazioni hanno una scadenza?
L’attestato di Pilota SAPR ha validità di 5 anni se non viene sospeso o revocato dall’autorità. Il pilota deve comunque mantenere attivo l’attestato, non può effettuare voli specializzati se non ha compiuto almeno tre voli distinti nei 90 giorni precedenti.
Il rinnovo per scadenza o inattività, in ogni caso, può essere effettuato presso una organizzazione di addestramento riconosciuta.

La durata del certificato medico dipende dall’età e da eventuali altri fattori determinati dal medico. Dura 60 mesi per i piloti fino a 40 anni, 24 mesi per i piloti di età maggiore.

5. Il nostro drone deve essere certificato dall’ENAC? In quali casi?
In accordo al regolamento ENAC, l’utilizzo di SAPR ad uso professionale è possibile solo se il drone in questione ha sostenuto un processo di certificazione o “qualifica di aeronavigabilità”.

Per droni di massa inferiore ai 25 chilogrammi, si parla più di “qualifica di aeronavigabilità” che di “certificazione” vera e propria perché quest’ultima è appannaggio di droni prodotti in serie da costruttori a loro volta certificati. Il processo di certificazione è lungo, complesso e costoso, tanto che, ad oggi in Italia non esistono droni certificati.

Il processo di qualifica è relativamente più semplice e prende spunto dall’art. 11 del regolamento ENAC. In accordo a questo il costruttore del SAPR deve eseguire una o più sessioni di sperimentazione propedeutica mediante la quale sia possibile testare il SAPR nelle varie fasi di utilizzo e verificarne limiti e funzionalità (velocità, pesi, quote di volo, resistenza al vento…).

La sperimentazione deve essere eseguita in condizioni e configurazioni analoghe a quelle che si incontreranno durante i voli veri e propri, in aree non popolate e che permettano di mantenere alti livelli di sicurezza (distanza da aeroporti e infrastrutture, non sorvolo di zone vietate, etc.).

Al termine della fase di sperimentazione il costruttore ha tutte le informazioni necessarie a stilare il Manuale di Volo del SAPR. Questo documento contiene la descrizione del drone, i limiti di utilizzo e le procedure di utilizzo in condizioni normali e di emergenza.

Il costruttore riconosciuto, quindi, può mettere a disposizione di chi acquista il drone il relativo manuale di volo e un documento che ne attesti l’esecuzione della sperimentazione.

E’ possibile eseguire la qualifica anche per l’operatore che abbia assemblato il drone in autonomia o lo abbia acquistato da un costruttore non riconosciuto da ENAC. Questo infatti può dichiararsi auto costruttore del SAPR, eseguendo la sperimentazione propedeutica e preparando in autonomia il Manuale di Volo del SAPR.

E’ evidente che scrivere il manuale di volo non sia cosa semplice, quindi per questo e per tutte le altre pratiche sono a disposizione le organizzazioni di consulenza riconosciute.

6. Per effettuare riprese aeree o altre attività con il drone, quale autorizzazioni dobbiamo richiedere ad ENAC?
Ci sono due diversi livelli di “autorizzazione” per poter operare un drone in VLOS ad uso professionale.
Il riconoscimento per operazioni non critiche e l’autorizzazione vera e propria per operazioni critiche.

La differenza tra operazioni critiche e non critiche risiede nella tipologia di area che viene sorvolata. Si parla di operazioni non critiche nel caso si abbiano a disposizione almeno 150 metri di raggio da zone congestionate e 50 metri da persone estranee alle operazioni.

Nel caso di operazioni non critiche l’operatore deve presentare ad ENAC una autodichiarazione in cui siano riportati i dati dell’organizzazione, del suo personale e del suo drone (o flotta di droni). Oltre alla dichiarazione sono richiesti documenti come il manuale di volo, il manuale operativo e un documento di descrizione del SAPR, l’analisi del rischio per le operazioni e il programma di manutenzione del drone.

Il manuale di volo, come già detto, contiene le informazioni relative al SAPR comprese procedure e limitazioni. Il manuale operativo è un documento che contiene descrizione e procedure dell’organizzazione. Le procedure comprendono ad esempio come vengono gestite le operazioni a terra ed in volo, come viene eseguita l’analisi del rischio e come vengono mantenute le condizioni di sicurezza necessarie al volo, mediante ad esempio terminazione forzata del volo.

Il riconoscimento per operazioni non critiche, viene rilasciato mediante pubblicazione sul sito web dell’ENAC (qui)
L’organizzazione che intende eseguire voli non avendo a disposizione gli spazi descritti prima, opererà in scenari critici e deve richiedere autorizzazione ad ENAC.

In questo caso al posto di un’autodichiarazione l’operatore presenterà una richiesta di autorizzazione allegando gli stessi documenti richiesti per le operazioni non critiche.

La differenza risiede nella responsabilità. Nel primo caso (non critiche) l’operatore invia dei documenti che saranno vagliati in dettaglio solo in caso di incidente, segnalazione dell’autorità o controlli a campione. Nel secondo caso l’Ente effettua una verifica dettagliata delle capacità dell’organizzazione valutando la documentazione ricevuta ed effettuando eventualmente altre verifiche.

7. Dopo aver ottenuto la certificazione possiamo utilizzare il drone in qualsiasi luogo (eccezion fatta per le aree proibite dal regolamento ENAC)?
Ottenuto il riconoscimento o l’autorizzazione, l’operatore può effettuare i voli professionali su tutte le aree che abbiano caratteristiche compatibili con quanto dichiarato o richiesto ad ENAC. Per poter valutare ciò l’operatore deve eseguire di volta in volta l’analisi del rischio per le operazioni che va ad effettuare, in modo da verificare che il luogo in cui andrà a volare sia adeguato al proprio riconoscimento/autorizzazione e alle capacità del pilota e del drone.

Questo è valido, ovviamente, tranne nei casi in cui vengano superati i limiti del volo a vista (o VLOS), così come descritto nel regolamento all’art. 24.

8. Quanti e quali documenti occorrono per i costruttori?
Il termine costruttore può indicare sia un costruttore certificato, che un costruttore riconosciuto.
Tralasciamo i documenti necessari al costruttore certificato, che vanno valutati caso per caso e può essere discussa su richiesta dei diretti interessati.

Il costruttore riconosciuto si qualifica come tale diventando operatore auto costruttore. E’ quindi almeno un operatore non critico pubblicato sul sito web dell’Ente e di conseguenza deve presentare a d ENAC tutti i documenti descritti in precedenza.

9. E il costruttore per SAPR sotto i 2 kg?

La regolamentazione introdotta per i SAPR sotto i 2 chilogrammi è uno dei temi più interessanti introdotti dalla nuova edizione del regolamento, perché offre all’industria uno spunto per indirizzare la propria ricerca e sviluppo e fornisce al mercato la possibilità di semplificazione delle operazioni.

In accordo al regolamento, infatti, i piloti in possesso di attestato e di drone sotto i 2 chilogrammi potranno effettuare voli anche in ambiente urbano richiedendo solo il riconoscimento mediante autodichiarazione.

Il drone dovrà ovviamente ottenere una certificazione di progetto da parte di ENAC o da altra organizzazione autorizzata dall’Ente, che ne attesti le caratteristiche di inoffensività in accordo al regolamento e ad eventuali linee guida fornite da ENAC.

Considerando bozze di linee guida per la progettazione di mezzi di massa inferiore ai 2 chilogrammi che circolano da qualche tempo è possibile dire che con ogni probabilità nessun mezzo multi rotore di questa classe di peso esistente ad oggi ha caratteristiche di progetto (e costruzione) sufficienti per ottenere la semplificazione descritta nell’ed. 2 del regolamento.

E’ già disponibile invece un mezzo ad ala fissa autorizzato per operazioni critiche anche in scenari urbani.

Sarà quindi interessante vedere come si muoverà l’industria per colmare questo vuoto.

 


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Info@flyvalue.eu
www.flyvalue.eu
Telefono: 0452 424364
Flyvalue Consulenza Aeronautica

 

 

 

  • MarioFly

    Salve..ma se uno utilizza il drone come hobby deve avere il patentino oppure no?io non ho ancora capito questa cosa.. grazie per la risposta

    • Salve, l’utilizzo ricreativo e sportivo può essere effettuato “in aree opportunamente selezionate dall’aeromodellista, di raggio massimo di 200 m. e di altezza non superiore a 70 m., non popolate, sufficiente lontane da edifici, infrastrutture e istallazioni, all’esterno delle ATZ istituite o ad una distanza di almeno 5 km dal perimetro di un aerodromo privo di ATZ. Non è consentito il sorvolo delle aree proibite o regolamentate” (regolamento ENAC ART. 35 comma 3 lettera D).

  • antonio

    Buongiorno..

    l’azienda dove lavoro come dipendente ha acquistato un Phantom 3 per rilievi del territorio. Io sono in possesso dell’attestato di qualifica ed ho fatto la visita medica perchè nell’ambito dell’azienda sarò io a pilotare
    Ora stiamo producendo le pratiche ma devo indicare come COSTRUTTORE l’azienda dove lavoro e indicare me come pilota oppure la mia figura non è determinante poichè potrebbero chiamare anche altri piloti in possesso di regolare attestato?? (ad esempio in caso di mie dimissioni)

    La cosa non è affatto chiara

    grazie per una eventuale risposta

    • Per quanto riguarda il costruttore è diventato pratica comune, anche se a rigor di logica non sarebbe del tutto corretto, il fatto che in caso di SAPR “orfani” di costruttore, nella dichiarazione o richiesta di autorizzazione sia indicato come costruttore l’operatore stesso. Quello che in realtà è richiesto all’operatore/costruttore è che abbia la capacità di verificare la capacità operativa del drone (in termini di procedure normali e di emergenza, limitazioni), che la configurazione rispetti i requisiti regolamentari e che ne sappia mantenere l’efficienza.
      Per quanto concerne la seconda domanda bisogna scindere l’organizzazione operativa (operatore) dal pilota. L’esempio che si fa sempre in questi casi è quello, molto più in grande, di una compagnia aerea. In aviazione convenzionale la compagnia aerea è operatore degli aeromobili, i quali sono condotti da piloti. Nel caso in cui l’utente che ha posto il quesito (pilota) desse le dimissioni dal suo datore di lavoro (operatore), quest’ultimo per continuare ad eseguire operazioni specializzate può (e deve) cercare un altro pilota abilitato da inserire nel proprio disciplinare. Risposta fornita da Giorgio Biasi direttore tecnico di http://www.flyvalue.eu

  • Francesco Martino

    Salve,
    Se dovessi acquistare un mini drone sotto i 300 gr da utilizzare solo per uso ludico cosa mi occorre per volare in sicurezza ed evitare sanzioni? Posso anche volare in città o vicino monumenti non in presenza di persone?

    • L’uso ludico purtroppo di per sè non fa l’aeromodello. L’art.32 comma 7 del regolamento ENAC stabilisce chiaramente che “Su un aeromodello utilizzato in un luogo aperto al pubblico non possono essere installati dispositivi o strumenti che ne configurino l’uso in operazioni specializzate”. Quindi se sul drone è installata per esempio una fotocamera non può essere utilizzato come aeromodello in luogo pubblico, ma deve rispettare le norme per i SAPR. In questo caso con una semplice dichiarazione per operazioni non critiche potrebbe volare in centri urbani e anche sopra le persone (ma mai sopra gli assembramenti). Se fosse utilizzato invece in luogo privato o senza sensore, potrebbe volare rispettando i requisiti per aeromodelli definiti nell’art. 32 del regolamento ENAC, che pone abbastanza discrezionalità al conduttore dell’aeromodello. Risposta fornita da Giorgio Biasi direttore tecnico di http://www.flyvalue.eu:

  • CARLO

    COME FARE PER AVERE UN MANUALE DEL JJRC H12C IN ITALIANO E SE CI SONO PROBLEMI A FARLO VOLARE IN AREE URBANE GRAZIE!!!

    • Non posso rispondere sulla disponibilità di un manuale in italiano, ma per quanto riguarda il volo in aree urbane vale quanto segue. Il drone in questione viene commercializzato con o senza camera da 5 MP, ed è in grado di compiere anche semplici voli in modalità automatica (come il return to home). Questo è il classico caso di situazione al limite tra aeromodellismo e SAPR. Bisogna innanzitutto distinguere se il drone in questione è un SAPR e quindi installa un sensore che ne permetta l’uso specializzato oppure è un semplice aeromodello. Nel primo caso avendo eliche protette ed una velocità probabilmente inferiore ai 60 km/h (da verificare) può rientrare nella casistica dei droni sotto i 300 gr secondo art. 12 comma 5 e quindi essere pilotato in città senza attestato di pilota SAPR. Bisogna però avere il manuale di volo ed effettuare la dichiarazione per operazioni non critiche. Nel secondo caso essendo un aeromodello può essere utilizzato in città rispettando i requisiti dell’art.32 del regolamento ENAC. Questo caso si applicherebbe anche al drone con fotocamera installata che venga utilizzato in luogo privato. Risposta fornita da Giorgio Biasi direttore tecnico di http://www.flyvalue.eu