Svizzera, droni per la sicurezza: gli abitanti si ribellano

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Anche la Schweizer Radio und Fernsehen ha mostrato interesse per i droni, ormai al centro di infinite polemiche anche oltreconfine. In Svizzera, ed in particolare nel Canton Ticino, sempre più abitanti si stanno lamentando del fatto che sulle loro teste si vedano volare dei piccoli velivoli; apparecchi che oltre ad essere potenzialmente pericolosi sono anche piuttosto rumorosi, rovinando non poco il sonno notturno.

La SRF ha spiegato che ogni anno le Guardie di confine sono solite impiegare i droni del loro equipaggio circa una sessantina di volte, e che lo fanno specialmente durante la notte e mai nei week end.

Questi droni vengono lanciati in aria per adempiere a delle funzioni di sicurezza, ma a quanto sembra questo sistema non sta funzionando per almeno due motivi: da una parte perché crea più fastidi che benefici, e dall’altra perché la messa in opera dei droni, andando in pausa durante i week end, lascia supporre che i malintenzionati non circolino nei fine settimana (ipotesi ovviamente assurda).

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha quindi provato a dare una risposta, affermando che i droni non possono essere spazzati via visto e considerato che “sono utili per frenare l’avanzata delle bande criminali e per sorvegliare i passatori di migranti”. E’ anche vero però che “bisogna tenere conto dei timori della popolazione”.

Una soluzione pare sia stata trovata allora nell’adozione di nuovi droni: le forze di sicurezza svizzere sostituiranno gli attuali ADS-95 Ranger con degli Hermes 900, i quali sono non solo più silenziosi, ma anche in grado di volare a qualsiasi altezza e a fronte di qualsiasi condizione atmosferica (gli attuali droni, invece, quando è brutto tempo devono volare sotto le nuvole altrimenti non funzionano a dovere, provocando quindi maggiori fastidi agli abitanti del posto).