Seconda intervista all’Esperto

esperto droni intervista

Questa è la seconda di un ciclo di interviste ad esperti, che stiamo realizzando e che pubblicheremo nel nostro sito sperando possano essere di aiuto a quanti intendono addentrarsi nel mondo dei droni e farne magari una professione.

Se desiderate essere intervistati da droniedroni.it contattateci.

L’intervistato di oggi è Gabriele di www.officinamultirotori.it che ringraziamo per la disponibilità. Queste sono le domande che gli abbiamo posto:

 

1. Quanto è difficile pilotare un drone?
A prima vista pilotare un drone può essere semplice. E’ proprio per questo motivo che il settore attira moltissimi interessati che non si sono mai avvicinati al modellismo dinamico. Si crede che un drone richieda poche ore di apprendimento, stia fermo in hovering da solo anche se c’è vento e che in caso di problemi torni automaticamente al punto di decollo.

In realtà pilotare un drone è cosa molto più complessa perché oltre a dover conoscere come è fatto e di quali apparati è equipaggiato è necessario saper intervenire prontamente in caso di manovra errata e ogni tipo di malfunzionamento.

2. Quanto è difficile costruire un drone?
Costruire un drone efficiente e sicuro richiede conoscenze specialistiche che si accumulano con esperienza e tanta pratica di laboratorio seguite da numerosi test sul campo volo. In Italia non esiste ancora una scuola dedicata all’apprendimento su come assemblare correttamente un drone, quali componenti accoppiare e come avviene una messa a punto a regola d’arte.

3. I kit di assemblaggio che si possono acquistare su internet sono affidabili?
Sul web ci sono kit di tutti i tipi e di tutti i prezzi. E’ bene però scegliere un buon radiocomando e un telaio che sia ben progettato in termini di solidità per rispondere alle sollecitazioni e in termini di spazio per accogliere l’elettronica. Generalmente sono kit offerti con componenti standard e dimensionati tra loro e per iniziare vanno benissimo ma più in là con il tempo chiunque sentirà l’esigenza di modificare qualcosa, o per ottenere maggiori prestazioni, o perché il drone così costruito non soddisferà più.

4. Qual’è la sua opinione in merito?
Non ho mai visto un kit da assemblare veramente pronto al volo comprensivo di almeno un paio di batterie, un caricabatterie e un set di eliche di ricambio. Manca sempre anche un manuale per l’assemblaggio a livello base, ovvero le istruzioni: il dronista che desidera costruire il suo primo multirotore dovrà affidarsi esclusivamente ai numerosi tutorial online.

5. Quali caratteristiche non devono assolutamente mancare in un drone (ed alle quali occorre fare più attenzione prima dell’acquisto)?
Al momento quasi tutti i droni sono dotati delle tecnologie più moderne come GPS, Return to Home, Sistema Intelligente di Orientamento, allarme batteria scarica, etc. Più che parlare di caratteristiche è bene non farsi mancare qualche batteria supplementare. Far volare il drone per 15 minuti e dover aspettare un’ora per ricaricare la batteria lipo è veramente snervante!

6. Quale tra questi droni semiprofessionali (Phantom 3, 3DRobotics Solo, Yuneec Typhoon Q500 4k) ritiene il migliore e si sentirebbe di consigliarne l’acquisto?
Non sono un particolare fan di Dji ma ammetto che il Phantom è un prodotto completo e pronto al volo. Attenzione, non nel senso “apro la scatola, carico la batteria e lo faccio volare”. Le istruzioni vanno lette attentamente, anche più di una volta per capire quali sono le procedure da intraprendere in caso di comportamenti anomali o segnali luminosi non regolari.

Avendo testato e riparato diversi droni “pronti al volo” devo riconoscere che Dji commercia prodotti funzionali, materiali di buona qualità e componenti non troppo economici. Purtroppo il 3DR Solo non ho ancora avuto il piacere di provarlo. Tuttavia i droni già assemblati non sempre hanno possibilità di essere riparati in caso di crash per la mancanza assoluta sul mercato consumer di alcune parti di ricambio. Ci si affida così all’assistenza ufficiale che richiede periodi molto lunghi per un intervento o una sostituzione.

7. Cosa ne pensa del nuovo regolamento ENAC appena emanato?
E’ stato un ulteriore passo per una focalizzazione sempre più precisa delle regole per il mondo dei SAPR. Non posso che accettare tale normativa consapevole che è solamente un passaggio a quella che sarà in futuro una regolamentazione più definita.

Al momento da una parte ci sono i membri delle associazioni e i costruttori che hanno contribuito con ENAC alla discussione delle nuove regole e si complimentano tra di loro per l’ottimo lavoro svolto, pubblicano risultati di sondaggi sull’affidabilità dei SAPR e in mezzo cercano di vendere i loro prodotti. Dall’altra ci sono tutti gli altri operatori che si lamentano dei peggioramenti ottenuti e dichiarano senza timori che opereranno in clandestinità. E’ molto difficile capire quale sarà il traguardo definitivo ma dubito sarà un percorso senza ostacoli.

8. Può spiegarci in parole povere cosa si intende per “criteri di
inoffensività”?
Il nuovo regolamento autorizza gli APR con massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg a poter effettuare operazioni in tutti gli scenari operativi (il sorvolo di persone resta in ogni caso vietato), a patto che “gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività, precedentemente accertate dall’ENAC o da soggetto da esso autorizzato”.

ENAC non informa sui precisi requisiti tecnici debbano avere tali mezzi, tuttavia si presume che in caso di collisione non causino danni considerevoli a persone o cose. Per ottenere questo risultato è necessario che le parti rotanti, le eliche, debbano essere di materiale frangibile o almeno protette esternamente. Anche le parti sporgenti come bracci o appendici rigide è immaginabile vengano costruiti o ricoperti con materiali come spugna o gomma che possano assorbire la maggior parte dell’energia cinetica in caso di impatto. Sarà molto probabile che ENAC delegherà scuole di volo, centri riconosciuti o periti del settore ad autorizzare i mezzi con le precedenti caratteristiche.

9. Quali punti di tale normativa modificherebbe?
Sicuramente l’aspetto pratico andrebbe approfondito: sono ancora troppi gli utenti che si improvvisano piloti di droni. Un esame pratico, organizzato e supervisionato da esperti del settore, ridurrebbe drasticamente il numero di comportamenti pericolosi. Non parlo di incidenti che pare proprio siano sporadici, anche minimizzati da utenti e associazioni varie, ma proprio di comportamenti e modalità di utilizzo.

10. In merito a privacy e sicurezza qual’è la sua opinione?
Se pensiamo che in futuro i droni ci spieranno e voleranno sopra le nostre teste controllando le nostre vite siamo fuori strada. Lo fanno già tutte le telecamere a circuito chiuso installate nelle principali città e in molte strutture, a questo dovremmo essere abituati. Inoltre, anche per i limiti costruttivi e prestazionali, è difficile che un drone resti in volo per più di un’ora.

Un sistema di videosorveglianza deve lavorare 24/24. Detto tutto. La sicurezza è l’aspetto fondamentale: chi utilizza un APR deve avere capacità sufficienti a condurlo, effettuare una manutenzione regolare e accurata e rispettare tutte le regole e normative in vigore.

11. E’ realmente possibile lavorare con i droni?
Si è possibile ma è ancora presto. Manca una tecnologia sicura, una normativa stabile e un’apertura consolidata di tutti i settori – agricolo, industriale e terziario – all’utilizzo di droni. Le pratiche burocratiche per l’autorizzazione a svolgere operazioni sono sempre più veloci, anche se non di facile comprensione per una persona che entra oggi a far parte di questo mondo. Il futuro lo vedo così: autorizzazioni online in tempi brevi, piloti con una vera licenza e quindi realmente addestrati sia sull’aspetto teorico che pratico, macchine sicure e vendute già autorizzate o certificate.

12. Cosa consiglierebbe a chi volesse intraprendere questa
attività?
Il mio consiglio è quello di iniziare con un drone semplice, economico ma con tutte le funzioni avanzate – GPS, volo libero – che hanno oggi anche i droni più professionali. Prendere confidenza e imparare a pilotarlo avendo sempre il controllo, in tutti gli orientamenti e in tutti gli scenari, sapendo gestire le situazioni inaspettate di pericolo e di emergenza.


13. Crede sia utile frequentare una scuola di volo per chi volesse

intraprendere l’attività di dronista?
Per poter operare professionalmente è necessario ottenere un attestato presso una scuola di volo riconosciuta da ENAC. Non è un brevetto, non è una licenza e neanche un patentino. Il corso è sicuramente utile in merito alla conoscenza delle regole dell’aria che sono richieste per portare in volo un APR ma non tratta l’aspetto pratico che secondo la normativa dovrebbe essere coperta dal costruttore o dall’assemblatore, spesso un individuo alle prese con la costruzione del suo primo drone.

14. In base alle sue conoscenze, vuole aggiungere qualcosa a questa intervista?
Contrariamente ai molti commenti che leggo su web e social, trovo che ENAC stia facendo un ottimo lavoro per contrastare un cattivo utilizzo dei droni. Fin dall’inizio è stata sottolineata l’importanza della sicurezza, sottovalutata da chi non ha esperienza e sufficienti ore di volo con questi mezzi. Infine il settore vedrà l’entrata in vigore della nuova edizione del regolamento per SAPR e si spera in un progresso sostanziale che dia un reale spunto a un mercato con prospettive di crescita enormi.

  • Alberto

    Buongiorno, incomincio solo col dire che non sono per niente un esperto su questo campo. Vorrei solo e semplicemente un consiglio da voi: voglio comprare un drone e sono indeciso tra il nuovo Phantom 3 standar e il Meet Lily (https://www.lily.camera) Che uscirà più in là. Quale mi consigliate?
    Sarei veramente Grato per una vostra qualunque risposta e colgo l’occasione per farvi i miei più cordiali saluti e Augurarvi Buon Tutto.

    Grazie

    Alberto Cavallo

    • Salve Alberto, dal punto di vista delle caratteristiche tecniche il drone Lily ed il Phantom 3 Standard sono più o meno simili. Secondo il nostro parere ciò che li differenzia maggiormente è l’impiego che se ne può fare: ad esempio il Lily è impermeabile e può essere immerso in acqua, inoltre è specificatamente costruito per seguire (“follow me” mediante GPS da polso) l’utilizzatore in diversi contesti sportivi (sulla neve, in barca, bicicletta etc) ed effettuare “selfie” in movimento. Il Phantom 3 è un apparecchio funzionale per effettuare riprese aeree di qualità dove i soggetti sono tendenzialmente più statici.

      Quadricotteri analoghi al Phantom 3 in quanto a caratteristiche e impieghi possono essere ad esempio lo Yuneec Typhoon q500 nelle versioni + (plus) e 4k oppure il 3DRobotics “Solo” in prossima uscita.

      Attendiamo le opinioni di altri utilizzatori.
      Cordiali Saluti!