Russia vs Stati Uniti: “Nostre basi militari attaccate da droni”

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Le accuse della Russia per una serie di attacchi di droni sulle sue basi militari in Siria sono state rivolte ad un destinatario senza nome, ma implicitamente racchiudono una serie di indizi che conducono “ad un paese che possiede il know-how nella navigazione satellitare”. Forse gli Stati Uniti?

In questo clima da guerra fredda, che si protrae ormai da molti mesi, le forze antiaeree russe hanno abbattuto ben 7 droni su 13, costringendo gli altri 6 ad atterrare.

A gettare benzina sul fuoco, in una dichiarazione rilasciata nella giornata di ieri, è stato il ministro della difesa russo che ha parlato di “strana coincidenza” riferendosi ad un aereo dell’intelligence militare americana che sorvolava il Mediterraneo vicino alle due basi russe proprio mentre avveniva l’attacco. Naturalmente il Pentagono ha negato qualsiasi coinvolgimento.

“Qualsiasi illazione sul probabile ruolo che le forze degli Stati Uniti o della coalizione abbiano avuto in questo attacco attraverso dei droni contro le basi russe è privo di qualsiasi fondamento ed è assolutamente irresponsabile”, ha dichiarato Adrian Rankine-Galloway, un portavoce del Pentagono.

Gli Stati Uniti e la Russia sostengono le parti opposte della guerra civile siriana. Il presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato la vittoria in Siria lo scorso mese e di conseguenza ordinato un ritiro parziale delle truppe. Dopo l’attacco di ieri, è stato nuovamente chiesto al governo russo se fosse stato prematuro questo ritiro considerando cosa era accaduto con i droni. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha detto che le forze russe in Siria sono “sufficienti e posseggono tutti i mezzi necessari” per contrastare qualsiasi tipo di attacco.