L’uso dei droni irrompe anche nella ricerca archeologica

drone per riprese archeologiche

Utilizzare un drone per ricercare edifici in pietra in uno scavo archeologico nel New Hampshire: è ciò che sta facendo Jesse Casana insieme al suo collega Chad Hill del Dartmouth College. Il drone, equipaggiato con una termocamera e strumenti di mappatura, identifica i resti dell’edificio e altre strutture fino a diversi metri sotto la superficie in quanto i mattoni con cui sono stati costruiti sono più caldi del terreno circostante.

Grazie al drone, mesi di lavori possono essere ovviati in pochi minuti. “A prima vista c’è solo un campo piatto, ma sotto ci sono grandi muri di pietra, ci sono delle cantine, c’è un vecchio pozzo”, ha detto Casana. “Quelle cose hanno differenti proprietà termiche: se catturi un’immagine al momento giusto, puoi vederla il che è sorprendente”.

Gli archeologi hanno utilizzato per decenni la fotografia aerea e più recentemente immagini satellitari e i dati ricavati da sensori laser conosciuti come Lidar per mappare e scoprire nuovi siti. Il campo si sta ulteriormente trasformando con l’utilizzo dei droni, col risultato di numerose scoperte significative in Asia, Sud America e Medio Oriente, tra cui una massiccia piattaforma in pietra artificiale individuata l’anno scorso sotto la sabbia nell’antica città di Petra, in Giordania.

Casana e Hill hanno compiuto un ulteriore passo in avanti aggiungendo una termocamera. Hanno iniziato a sperimentare la tecnologia per la prima volta nel 2012, dopo aver ricevuto una sovvenzione dal National Endowment For The Humanities.

Nel 2014, hanno usato il drone e la macchina fotografica in un insediamento a Blue J, New Mexico. I ricercatori sono stati in grado di trovare una dozzina di antichi resti di case e una struttura circolare che potrebbe essere un kiva utilizzato per eventi pubblici e cerimonie. Hanno trovato strutture attorno a un forte islamico in Qatar e hanno usato il drone e la macchina fotografica ad ottobre per identificare una struttura circolare in un sito preistorico collegato ai nativi americani vicino a Joliet, nell’Illinois.