La polizia inglese salva vite attraverso l’utilizzo dei droni

drone usato dalla polizia

Nell’immaginario collettivo i droni utilizzati dalle forze dell’ordine potrebbero apparire come una realistica visione orwelliana, in cui il cielo rappresenta l’occhio del Grande Fratello (non quello televisivo è chiaro), che tutte vede e tutto controlla. Così come l’occhio di Sauron nel Signore degli Anelli osservava attraverso “nuvole, ombre, terra e carne” tutto ciò che esisteva nella Terra di Mezzo, potrebbero anche i droni in futuro fare la stessa cosa? In molti se lo stanno chiedendo e la risposta non è a portata di mano: è solo teoria e tale per adesso rimane.

Attualmente, le forze dell’ordine utilizzano di droni per fare del bene al prossimo. Nel Regno Unito ad esempio, esattamente nella zona del Lincolnshire, la polizia attraverso piccoli UAV è riuscita a trarre in salvo un uomo che era precipitato con la sua auto in pena notte in un fossato profondo quasi due metri. Il conducente, in piena ipotermia, è stato localizzato insieme al suo mezzo da uno di questi droni, un DJI Inspire 1 v2 combinato con una termocamera XT a 30 Hz. L’uomo ha riportato lievi ferite ed è stato dimesso il giorno successivo dall’ospedale.

L’utilizzo dei droni è diventato di largo uso in tutto il Regno Unito da parte delle forze dell’ordine. Le polizie della contea di Devon e della Cornovaglia furono le prime ad avere il proprio drone, che si è reso utile nella ricerca di persone scomparse. È anche molto più economico rispetto ad un elicottero.

Naturalmente, coloro che difendono la privacy hanno sollevato più di un dubbio sul loro utilizzo. Millie Graham Wood, legale del Privacy International, ha dichiarato che “deve esserci un limite tra lo spazio pubblico e quello privato, e non deve essere solo illusorio. Giustificare l’utilizzo dei droni come un nuovo mezzo di sorveglianza pubblico è riduttivo: ogni cosa deve essere contenuta in una specifica dimensione, senza che vada a minare la libertà privata”.

Immagine da telegraph.co.uk