I droni sono (ancora) una minaccia per gli aerei

air new zealand
 

Non più avvenimenti isolati, ma sempre più spesso accade che gli aerei incrocino qualche drone. Gli ultimi segnalati parlano di un volo Air New Zeland proveniente da Tokio che ha avuto un incontro ravvicinato con un drone mentre era in fase di atterraggio, mentre il 6 marzo i voli erano stati addirittura bloccati per mezzora a causa della segnalazione della presenza di un drone all’interno dello spazio aereo controllato dall’aeroporto.

Essendo accaduti in Nuova Zelanda, l’Air New Zeland ha adesso reclamato a gran voce l’applicazione di regole più rigide per gli operatori di droni. Non è la prima volta che un reclamo ufficiale viene avanzato, ma sembra che le autorità del paese prendano la problematica un po’ sottogamba. Che sia piccolo, di plastica e quindi incapace di danneggiare la fusoliera di un aereo civile non c’è dubbio, ma potrebbe invece causare dei danni ad uno dei motori a reazione, oltre che distrarre i piloti durante la fase di atterraggio.

I piloti del volo Air New Zealand 777-200 menzionato sopra hanno stimato che il drone volava a soli 5 metri di distanza mentre l’aereo era in fase di discesa, quindi troppo tardi per compiere un’azione evasiva. Passò talmente vicino che pensarono che potesse essere stato inghiottito da uno dei motori. Un’ispezione fatta più tardi non ha trovato nessun segno in merito.

In base alle normative vigenti, gli operatori di droni che violano le norme sull’aviazione civile possono essere multati fino ad una cifra pari a €5000. Dopotutto i droni, quando si avventurano in prossimità degli aeroporti, possono diventare una reale minaccia. Quindi sottovalutare il problema non è saggio: bisognerebbe raddoppiare la cifra della multa o addirittura prevedere un possibile arresto per gli operatori che si macchiano di gravi violazioni.