I cieli sopra l’Europa tollereranno (anche) il traffico dei droni

aeromodello

Il Sesar Ju, gruppo incaricato dalla Commissione europea di guidare l’Europa nei prossimi anni verso cieli liberi e integrati in tutto il continente, ha pubblicato una sezione del suo piano generale che è incentrata sull’integrazione dei droni nello spazio aereo del vecchio continente.

Ecco alcuni punti salienti:

  • Gran parte dell’attesa integrazione dei droni si basa sullo sviluppo dello “U-space”, un insieme altamente automatizzato di servizi destinati a interfacciarsi con il controllo del traffico aereo ed a consentire missioni di routine. Ciò richiederà un maggiore livello di connettività.
  • Alcuni spazi aerei saranno designati per determinati tipi di traffico, mentre altri saranno utilizzati congiuntamente da diversi tipi.
  • Anche i militari saranno integrati nella più ampia tipologia di traffico (escluso il caso in cui i requisiti delle missioni richiedano diversamente).
  • Ci sarà un aumento significativo dell’attività degli UAV negli aeroporti, sia utilizzando lo spazio che effettuando ispezioni.
  • Gli UAV che operano tra i 160 ed i 18.000 metri dovranno essere integrati nell’ATM convenzionale. La scadenza prevista per l’adozione è nel 2020 e le operazioni partiranno dal 2023.
  • Gli UAV che operano nelle aree urbane avranno requisiti più stringenti, ad es. accuratezza della navigazione e capacità di rilevamento ed eliminazione.
  • Verranno integrati anche i voli ad alta quota che vanno al di sopra dello spazio aereo FL 660; ad esempio, le procedure di ingresso e di uscita degli pseudo-satelliti ad alta quota che forniscono l’accesso alle comunicazioni a banda larga.

Il piano del Sesar mira quindi ad integrare tutto il traffico e lo spazio aereo nei paesi europei partecipanti al progetto nei prossimi anni, con obiettivi e parametri di riferimento specifici per il 2020.