Gli hacker prendono di mira i droni Dji: i cinesi rispondono

dji

Coptersafe è un’azienda russa specializzata nella vendita di hardware e software modificati, e capaci, proprio per questo, di permettere ai droni Dji di raggiungere quei luoghi che in teoria sarebbero vietati (come gli aeroporti, tanto per fare un esempio lampante). Inoltre, l’azienda in questione ha già diffuso in rete alcuni tutorial nei quali viene spiegato per filo e per segno come aggirare il geofencing, cioè quella modalità che traccia un campo prestabilito entro il quale il dispositivo può volare.

Per non parlare poi dei social network, dove vengono continuamente scambiate istruzioni per alterare il funzionamento dei droni e aggirare le norme. Insomma, una nutrita schiera di hacker ha ormai preso di mira i droni Dji.

Per questa ragione, la società cinese ha annunciato di aver diffuso un aggiornamento del software e rimosso tutte le vulnerabilità che avevano preso di mira i server proprietari. Dji, in sostanza, sta lavorando sodo per “monitorare la situazione e tenere sotto controllo ogni segnalazione”.

In futuro, inoltre, “verranno rilasciati nuovi aggiornamenti senza alcun annuncio preventivo”. Come spiegato dalla stessa Dji al giornale La Stampa, “noi siamo responsabili per quanto viene fatto coi droni modificati e condanniamo fermamente il comportamento di chi vuol provare a modificare il velivolo per un uso non legale e tutt’altro che sicuro”.

Ma la strada si preannuncia ampiamente in salita. D’altronde, ad insidiare i droni Dji non ci si è messa solo Coptersafe, ma anche la libera condivisione di informazioni fatta da singoli utenti su forum, blog e social network rappresenta una battaglia da vincere. Ad esempio, solo pochi giorni fa un utente a rilasciato su Github un software che permette di sfruttare le falle del sistema di sicurezza per modificare la meccanica dei velivoli.