Gli americani puntano sui sistemi a microonde per abbattere i droni

drone monitora inquinamento ambientale

L’esercito americano ha pubblicamente richiesto l’acquisto di un sistema a microonde ad elevata potenza dalla Lockheed Martin, destinato ad essere utilizzato contro i droni. L’arma in questione dovrebbe essere montata su un aereo per essere in grado di disabilitare i droni ad ala fissa e i quadricotteri focalizzando il flusso di microonde.

L’intenzione di munirsi di questa sistema difensivo nasce a pochi giorni dal mancato tentativo d’assassinio del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Per l’attentato terroristico, è stata utilizzata una coppia di hexacopter della DJi, i Matrix 600, equipaggiati con un kg di esplosivo C4. La portata massima di questo modello di drone è di 5,5 kg.

Recentemente, la stessa Lockheed Martin aveva sviluppato per l’Air Force un sistema analogo chiamato SHiELD, destinato ad essere utilizzato contro i missili in arrivo. Per implementare questo sistema, vennero stanziati a novembre ben 26 milioni di dollari.

Ritornando al caso del presidente Maduro, le forze di sicurezza venezuelane hanno semplicemente sparato ai droni con i fucili, facendo esplodere o precipitare a terra il velivolo. Tuttavia, sono disponibili diversi strumenti per prendere le contromisure adeguate, dall’elevata tecnologia e dall’enorme potenziale di sicurezza. Basti pensare che la maggior parte dei droni possono essere semplicemente disabilitati utilizzando un segnale radio che va a disturbare il collegamento tra il drone e il radiocomando del pilota a terra.

Altre agenzie avevano pensato bene di addestrare dei falchi per intercettare e abbattere i droni; ma questa metodologia controversa non ha dato pienamente i frutti sperati. Attualmente, sono 235 i sistemi anti-drone in fase di progettazione e di sviluppo finale.