Droni per le ispezioni: in Europa al via in attesa di una regolamentazione

drone usato dalla polizia
 

La Commissione europea sta lavorando alacremente per promulgare, entro la fine dell’anno, dei regolamenti che disciplineranno il volo dei droni commerciali. Tra i tanti, in fervida attesa sono le società di servizi che forniscono elettricità: per loro, utilizzare i droni per le ispezioni al posto dei lavoratori rappresenterebbe un enorme vantaggio.

Nell’attesa, la Snam in Italia e le società energetiche francesi RTE hanno completato voli di prova utilizzando piccoli UAV sulle lunghe distanze per sorvolare condotte e linee elettriche a basse latitudini. Una grande società come la Snam trarrebbe enormi benefici da regolamenti commerciali coerenti e consolidati, soprattutto per quanto riguarda il BVLOS, ossia quelle operazioni condotte oltre i limiti orizzontali e verticali. Per la società, poter ispezionare a distanza le proprie infrastrutture sui terreni montuosi dell’Appennino italiano sarebbe non solo efficiente, ma ridurrebbe enormemente i costi.

Allo stesso tempo, RTE ha provveduto a completare i propri voli di prova ispezionando circa 50 km di linee di trasmissione per raccogliere dati e creare repliche virtuali dell’infrastruttura, al fine di ottenere una migliore comprensione della sua integrità strutturale. Nei prossimi due anni, la società prevede di investire 4,8 milioni di euro nella tecnologia dei droni.

Innogy, la seconda più grande compagnia energetica tedesca, si è rivolta ai droni per massimizzare gli affari e aumentare l’efficienza. L’azienda li utilizza all’interno della linea visiva per ispezionare vaste porzioni dei 182.000 km di linee elettriche che gestisce. In definitiva, è solo una questione di tempo prima che le normative governative soddisfino le lobby aziendali e il compromesso reciproco per far decollare le operazioni BVLOS in maniera sostanziale.