I droni ora operano al servizio dei diritti umani

drone sensefly

In un rapporto pubblicato dall’Osservatorio Per I Diritti Umani erano incluse delle prove fotografiche, scattate da un drone, delle ustioni provocate dalla combustione dei rifiuti domestici in Libano. Il piccolo robot volante, costruito dalla Sensefly, ha messo in evidenza il fallimento del governo libanese nella gestione dei rifiuti solidi urbani.

Lasciato volare su tre discariche, il piccolo drone ha raccolto diverse migliaia di immagini aeree con una risoluzione impossibile per i sensori satellitari. Nelle immagini, oltre alle cicatrici da ustioni, sono state immortalate gli enormi accumuli di cenere dovuti agli incendi dei rifiuti e le problematiche sulla salute che hanno causato problemi respiratori e altro nelle comunità vicine.

Il potenziale dei droni e della tecnologia robotica in senso lato per le indagini sui diritti umani, viene messo in evidenza in modo netto quando i sensori satellitari non sono fattibili o appropriati da utilizzare.

I droni possono operare con intensa coperta nuvolosa e in ore del giorno e della notte quando i sensori satellitari non possono. E i droni permettono di raccogliere immagini e video dal vivo con un livello di dettaglio impossibile anche con la più avanzata tecnologia satellitare. Ma ancora più importante è la possibilità che offrono i droni di poter operare sul campo senza la presenza fisica, soprattutto nelle zone con accesso problematico o completamente negato.

Allo stesso tempo, l’uso di droni nelle indagini sui diritti umani presenta una serie di problemi legali, di sicurezza e di privacy che richiedono una considerazione speciale, specialmente in ambienti insicuri in cui il possesso o l’uso di tale tecnologia potrebbe mettere in pericolo noi stessi e gli altri.