Droni in condominio e in aree pubbliche: cosa dice la legge?

come vola un drone

I droni sono sempre più diffusi al giorno d’oggi e proprio sull’onda di questa crescente diffusione, talvolta finiscono per essere usati anche nei luoghi più scomodi. Come in un condominio, tanto per fare un esempio. Proprio per questo vale la pena dare un’occhiata a cosa prevede la normativa in merito, cioè cosa dice la legge per quel che riguarda l’uso di tali velivoli in un palazzo condiviso con altre famiglie.

Per quanto riguarda il volo indoor, il regolamento ENAC non parla molto chiaro, il che significa che nei luoghi chiusi si presume a questo punto che il volo sia libero, fermo restando il divieto di far volare gli aeromobili laddove ci siano assembramenti di persone.

Per quanto attiene il condominio, quindi il volo di un drone da un balcone, da un terrazzo o da un lastrico solare, la normativa fa dei distinguo. Il volo sulla terrazza del palazzo, al di là del fatto che si tratti di proprietà esclusiva o comune, è sempre vietato proprio per la ragione di cui prima, ovvero per il principio secondo cui i droni non possono volare laddove sotto vi sono delle persone.

Tuttavia se il mezzo viene adoperato per motivi professionali, a quel punto si può chiedere l’autorizzazione all’ENAC. Un’autorizzazione fatta per quelle che vengono definite “operazioni specializzate critiche”: in pratica l’autorizzazione, in ogni caso prevista per i soli droni professionali, serve per poter far volare l’aeromobile su assembramenti di persone, agglomerati urbani, aree congestionate e infrastrutture sensibili.

Se però avete individuato un’area isolata e fuori del contesto urbano, nonché distante dall’aeroporto di almeno 5 km, allora il drone, indipendentemente che sia per uso hobbystico o professionale, può volare tranquillamente. Inoltre c’è da segnalare un’altra importante eccezione che vi permetterà di pilotare un aeromobile senza incorrere in infrazioni e senza dover chiedere autorizzazioni: il drone può volare in località altrimenti vietate se ha una massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg, perché viene appunto ritenuto inoffensivo.