Droni e Privacy

drone privacy

Cari lettori di Droniedroni.it, sono in molti coloro che si chiedono quanto possa ledere alla privacy l’utilizzo dei droni.

Se lo sono chiesto anche le autorità garanti. Si è preso visione del fatto che le attuali regole giuridiche, a garanzia del trattamento dei dati personali, possano risultare inadeguate, tenendo conto della vastità dei settori in cui è previsto l’impiego dei droni.

Ad oggi non ci risultano ben chiari molti aspetti perchè l’argomento droni-privacy non è stato ufficialmente formalizzato.

L’ENAC, nel suo regolamento all’articolo 22 stabilisce che:“laddove le operazioni svolte attraverso un SAPR possono comportare un trattamento di dati personali, tale circostanza dovrà essere menzionata nella documentazione sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione. Il trasferimento dei dati personali deve essere effettuato in ogni caso nel rispetto del decreto legislativo del 30 Giugno 2003 n° 196 con particolare riguardo all’utilizzo di modalità che permettono di identificare l’interessato solo in caso di necessità”.

A tal proposito sarà il garante della privacy, che si occupa di disciplinare il trattamento dei dati personali, a sanzionare (nel caso in cui vengano violate le modalità di impiego dei dati raccolti durante l’operazione) l’operatore che ha effettuato foto e/o video riprese.

Ciò cosa significa?

Significa che, se il materiale ottenuto dalle videoriprese o da scatti fotografici contenesse informazioni personali sensibili (orientamento sessuale, religione, orientamento politico etc) non potrà essere divulgato su nessun mezzo di comunicazione, ancor più se dai diretti interessati viene negato il consenso alla diffusione.

Teniamo presente che il tutto diventa illecito nel momento in cui vengono oltrepassate le barriere poste da chi vuole mantenere la privacy e che rendono giardini, case, aree circoscritte in dei luoghi privati.

Per essere chiari: se il vicino, per tutelare la sua privacy, ha circondato di siepi o alberi la sua proprietà così da impedirne la visuale dall’esterno, tali barriere non dovranno in alcun caso essere oltrepassate.

Per quanto riguarda luoghi aperti o pubblici (quindi visibili a tutti) le cose cambiano, in questo caso si ha la consapevolezza di essere esposti.

Cari amici, in tutto questo il caos dove sta? Secondo il nostro sommesso parere sta nell’intenzionalità. Se dopo aver effettuato un operazione di videoriprese o fotografie aeree con drone e nel visionare le immagini ed i filmati ci si rendesse conto di aver violato la vita privata di qualcuno, prima di divulgare informazioni ci si deve assicurare di essere autorizzati e si deve tenere conto che, la diffusione di immagini o la rivelazione di dati personali ottenute violando luoghi ed abitazioni private è un reato punibile anche con la reclusione.

Riportiamo qui sotto, a titolo informativo, una sentenza della corte di Cassazione del 2010:
Per considerare illecita una ripresa all’esterno bisogna verificare se “per conseguire la captazione siano stati adottati accorgimenti volti a superare” quelle barriere che altrimenti impedirebbero la visione. Viceversa, quando le riprese avvengono in luoghi visibili da tutti senza che ricorrano tentativi di superare o rimuovere ostacoli, le persone inquadrate nelle riprese possono essere considerate parte integrante del paesaggio ripreso, in quanto “necessariamente” consapevoli della loro esposizione. (Corte di Cassazione, Sentenza 47165/2010).

Qui sotto un video che tratta l’argomento in modo esteso.