Droni all’aperto nelle foreste: ci sono nuovi sviluppi

drone monitora inquinamento ambientale

Sulla rivista Backpacker del numero di novembre 2017 verranno mostrati due coppie di droni che camminano sopra un ponte forestale mentre un altro si muove accanto a loro su un torrente. “Mavic Pro porta la natura più vicina per offrire panorami mozzafiato”, si legge.

La questione dell’uso dei droni nei grandi spazi aperti è destinata a diventare più complicata perché ciò che era rarità una decina di anni fa attualmente sta rapidamente diventando popolare; lo scorso maggio 667.637 persone hanno registrato i propri droni presso la Federal Aviation Administration (parlando di controversie, tale registrazione è illegale in base ad una sentenza della corte di appello di Washington D.C.).

Il numero di casi non registrati cresce enormemente e i tribunali continuano ad emanare sentenze sull’uso di tali dispositivi con restrizioni sullo stesso utilizzo.

Può quindi volare un drone sopra le foreste nazionali o parchi statali? Si ma a condizione che i regolamenti della FAA vengano rispettati. Le linee guida del Servizio Forestale dicono: evitare le aree selvagge e le aree primitive, evitare di volare su aree sensibili al rumore o siti popolati, compresi fiumi, campeggi, sentieri e centri visitatori. Non usare i droni per disturbare la fauna selvatica. Rispettare le leggi sulla privacy dello Stato. Non interferire con le attività aeree ufficiali. Ad esempio un blogger che si occupa di viaggi a filmato con un drone l’incendio sviluppatosi sulle Eagle Creek Fire senza esserne autorizzato, secondo il Servizio Forestale Usa.

Ritornando alla rivista Backpacker, il futuro da loro prospettato è ambiguo: le persone inoltratesi nel bosco vengono seguite da un elicottero col telecontrollo che ha una telecamera apposta su di esso. Cosa c’è di sbagliato? La sicurezza è una cosa, la violazione della privacy ben altro. Il percorso di chiarezza su questo argomento promette di essere lungo.