Droni, al via i crash test: velivoli più sicuri se si rompono durante l’urto

crash test sui droni

Anche l’industria dei droni non può certo non preoccuparsi di sviluppare apparecchi che siano quanto più innocui per gli esseri umani, e infatti, proprio in questo periodo, i ricercatori americani stanno effettuando dei test sugli effetti che i droni hanno sulle persone.

Gli studiosi stanno lanciando dei droni commerciali di peso compreso tra 1.2 e 11kg addosso a dei manichini adibiti ai crash test. I manichini, a loro volta, sono equipaggiati con tutta una serie di sensori che permettono di capire a quanto ammonta il dolore e il fastidio provocato dall’urto (ovviamente rapportando il tutto alle sensazioni provate da un essere umano vero). E ciò che sta emergendo è davvero interessante.

Finora i test hanno restituito risultati variabili che vanno da qualche semplice graffio fino a seri danni a carico del collo e della testa. E’ emerso poi che i droni più pesanti sono quelli che provocano più danni (e questa non è certo una gran scoperta): un Phantom, per esempio, che ha un peso pari a 11 chili, ha 7 possibilità su 10 di farci finire al pronto soccorso con codice giallo o rosso! Inoltre il danno è più elevato se il drone vola direttamente contro le persone anziché cadergli addosso indirettamente.

Insomma, questi crash test stanno facendo venir fuori delle conclusioni nella gran parte dei casi scontate, ma c’è un dato che effettivamente è molto interessante, e cioè che il drone tende a fare molto meno male quando si rompe durante l’impatto.