Drone “Màndala”: un ulteriore passo verso l’ inoffensività

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Inoffensività, un tema di grande attualità che a poco più di una settimana dall’entrata in vigore del nuovo regolamento Enac, suscita curiosità ed attesa nel mondo dei velivoli a pilotaggio remoto.

mandala drone inoffensivo 2Tra le novità introdotte dall’Ente troviamo infatti il requisito di “inoffensività” richiesto per i SAPR con peso al decollo compreso tra i due kg ed i 300 grammi, affinché con questi si possano condurre operazioni specializzate considerate “non critiche”, anche in ambiti considerati “critici” per SAPR di classi superiori.

Pur non essendo stato ancora completato il percorso normativo, ferve lo sviluppo di soluzioni progettuali finalizzate a minimizzare il più possibile le conseguenze di una qualsivoglia perdita di controllo di un mezzo. La realizzazione di multirotori “inoffensivi” rappresenta la vera sfida tecnica, differentemente dagli ala fissa intrinsecamente più sicuri ma con inferiori capacità operative.

Tale obbiettivo può essere raggiunto attenzionando sia l’elettronica di controllo, autonomia compresa, che la componente meccanica. Su quest’ultima è focalizzato lo studio progettuale che andiamo a presentarvi.

Proposto dallo studio Morsello, il “Mandala” è un frame ancora in fase prototipale, costituito sia da elementi prevalentemente rigidi (di colore scuro) che da elementi prevalentemente elastici.

Dallo schema simmetrico e dotato di eliche protette, ha la prerogativa, entro determinati limiti di carico, di permettere il mantenimento della condizione di volo nel caso di contatti accidentali, mediante deformazioni elastiche compatibili con la capacità di mantenimento d’assetto delle IMU, oltre che di garantire un valido assorbimento degli urti in caso di impatto al suolo.

mandala drone inoffensivo 1Ideato inizialmente per essere realizzato in composito di elevata qualità, al fine di mantenere un’alta funzionalità seppur sottoposto ad un elevato numero di sollecitazioni, ne viene proposta anche una versione “economica”.

Da realizzare con materiali meno pregiati, magari con una stampante 3d di media fascia, questa seconda configurazione è finalizzata principalmente ad assolvere alla funzione di smorzamento delle energie scambiate durante un contatto accidentale, facendo ricorso in questo caso, alla deformazione plastica dei componenti non rigidi.

E’ pur vero che il telaio così concepito necessiterebbe di essere sostituito anche in occasione di un singolo impatto non trascurabile, ma è altrettanto vero che un basso costo di realizzazione potrebbe giustificarne l’impiego.

Quanto descritto, a parere dell’ideatore, non rappresenta una soluzione sufficiente al raggiungimento di un valido standard d’inoffensività per un multirotore, ma è più da intendersi come una soluzione, con buona probabilità, necessaria.

Ing. Francesco Morsello
francesco.a.morsello@gmail.com