Il drone: buono, brutto o cattivo?

drone sulla grenfell tower

In queste prime luci dell’alba del 2018, la considerazione su come le nuove tecnologie debbano essere utilizzate continua a non far dormire tranquille molte persone. Nonostante le rassicurazioni, esistono vari strumenti che possono trasformare qualsiasi cosa in un’arma per attacchi terroristici. La manipolazione della tecnologia perpetrata da hacker molto esperti deve quindi allarmare varie società tecnologiche.

Analizzando nel profondo il termine tecnologia che vada oltre il significato etimologico della parola, si può soltanto giungere ad una conclusione: essa non è né buona e né cattiva. Può causarti il cancro ma può anche curartelo: dipende da come si usa.

Quando la maggior parte delle persone sente il termine “drone”, lo associa in modo formale coi sistemi aerei senza pilota (UAS). Nel corso del ventesimo secolo, la tecnologia dei droni è stata impiegata in molte applicazioni, specialmente durante la prima e la seconda guerra mondiale. Tuttavia, con l’avvento della tecnologia missilistica, sembrava che il drone fosse caduto in disgrazia come strumento di guerra e intelligenza, in gran parte dovuto alla velocità e all’affidabilità delle tecnologie a propulsione.

Recentemente, abbiamo assistito allo sviluppo di dispositivi senza pilota utilizzati in molti tipi di applicazioni, dai droni di consegna a domicilio, ai quelli di esplorazione e salvataggio, ai veicoli terrestri autonomi e persino ai micro-droni in miniatura. Gran parte di questa tecnologia può fornire indicibili benefici alla vita all’umanità.

Purtroppo nessuno ci garantisce che questi droni non possano finire nelle mani sbagliate e trasformati in un’arma di distruzione di massa: basta avere capacità tecniche e scientifiche per farlo.

Gli aumenti degli investimenti in questo settore nonché delle continue innovazioni possono in futuro creare un vero esercito di droni aerei e terrestri in grado di distruggere un’intera città se nelle mani della persona sbagliata. La sicurezza è quindi un fattore necessario da applicare nel caso che i droni sfuggano al controllo dell’esercito di una nazione; basterebbe creare un sistema efficace per disattivarli all’istante.