Dji ricompensa con migliaia di dollari chi trova bug “importanti”

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Sappiamo già che quest’estate l’esercito statunitense ha ordinato ai suoi soldati di non utilizzare più i droni a marchio Dji, in quanto questi apparecchi non tutelavano a sufficienza la privacy. Oltretutto l’esercito Usa non si è fidato più dei droni Dji non solo per via di questo aspetto, ma anche a causa di tutta una serie di bug che di fatto li esponevano continuamente al rischio di cyberattacchi.

Alla luce di quanto accaduto, Dji è immediatamente corsa ai ripari progettando un aggiornamento software volto a mettere in sicurezza i suoi droni. Un aggiornamento che in sostanza non fa che disattivare la modalità online quando il drone è in volo, bloccandone l’ingresso e l’uscita di dati. Per quel che riguarda i bug, invece, cosa è stato fatto?

Per quanto attiene questo secondo aspetto, il colosso cinese ha già provveduto a rilasciare degli aggiornamenti che hanno senz’altro stabilizzato il sistema. Tuttavia, timorosa che quanto accaduto con l’esercito Usa possa in qualche modo ripetersi, l’azienda di Shenzen ha deciso di ricompensare con migliaia di dollari tutti coloro i quali scovano dei bug sul suo software. Bug che chiaramente potrebbero mettere a dura prova la privacy di chi utilizza i suoi apparecchi.

Le cifre non sono ancora ufficiali, ma degli insider hanno svelato che le ricompense arrivano a toccare la bellezza di 30mila dollari! Questo tipo di contributo verrebbe tuttavia riconosciuto solo a chi trova dei bug di una certa importanza, capaci in sostanza di avere un fortissimo impatto sulla sicurezza del drone.