Dji presa di mira dall’esercito Usa: “Soldati, smettete di usare i loro droni”

esercito americano

“Smettete immediatamente di usarli, disinstallate tutte le applicazioni Dji e togliete subito batterie e schede di memoria e impacchettate tutto fino a nuovo ordine”. Questo l’ordine, a dir poco allarmistico, lanciato dal generale dell’esercito Joseph H. Anderson ai soldati americani che hanno in loro dotazione dei droni a marchio Dji.

Tutte quante le forze militari statunitensi dovranno quindi disfarsi dei droni Dji, indipendentemente dalla loro grandezza e dal modello. Il timore dello Stato Maggiore americano è legato alla poca robustezza dei droni cinesi. Del resto non è cosa nuova che i droni Dji siano sensibili ai cyberattacchi e che possano inviare informazioni sensibili alla Cina.

I soldati americani finora hanno utilizzato questi apparecchi, in modo più o meno formale, in almeno 300 operazioni militari: gli utilizzi dei droni Dji hanno riguardato per esempio il monitoraggio di teatri di guerra molto sensibili, quali Siria e Iraq. Ma secondo lo Stato Maggiore americano sarebbe il caso di fare un passo indietro: i droni Dji non andrebbero più utilizzati per questioni di sicurezza. Attenzione però, perché l’ordine di messa a terra diramato dal generale Anderson non riguarda solo i droni ma tutti i prodotti a marchio Dji, quindi anche telecamere e stabilizzatori.

Tra l’altro, ciò che angoscia i generali americani, è il potere di Dji di comandare a distanza tutti i suoi prodotti: qualche mese fa, ad esempio, il produttore cinese aveva chiuso al volo dei droni ampie fette di terra a cavallo tra Siria e Iraq. Ed è a quel punto che gli States si sono cominciati a porre una sacrosanta domanda: “Se Dji può spegnere i nostri droni da remoto, cos’altro può fare con queste macchine? Fino a dove si spingerà questa sua arbitrarietà?”.