Dalla Ue regole preliminari per regolare il volo dei droni

droni aereo

Anche l’Europa si muove per regolamentare il volo dei droni. Un accordo per adesso provvisorio è stato raggiunto sulla tanta attesa riforma dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), che includerà le prime regole europee sui droni.

Il parlamento europeo in un comunicato stampa ha affermato che una volta che il nuovo regolamento entrerà in vigore, “la progettazione e la fabbricazione di droni dovranno rispondere ai requisiti di base previsti in materia di sicurezza e protezione”.

In base a questa bozza di regole, vengono definiti droni pericolosi quelli che hanno un’energia cinetica superiore ai 0,019 chilocalorie in base alla loro massa e alla velocità massima raggiungibile. Per i possessori dei droni sarà fatto obbligo procedere alla loro registrazione. Un atto importante per prevenire danni alle cose e alle persone, per evitare violazioni della privacy, della sicurezza e dell’ambiente.

Se pensiamo che la loro diffusione sta aumentando velocemente, con applicazioni nella manutenzione degli edifici, nell’agricoltura, nella mappatura del terreno ma soprattutto dell’utilizzo per “divertimento” che ne fa molta gente comune regolamentarne l’uso è un atto dovuto.

Ma siamo ancora ai preliminari: molti criteri vanno dettagliati con cura certosina, in particolar modo le fattispecie che obbligano il timbro di approvazione. Per adesso i produttori e gli operatori sono soggetti alle normative stabilite dalla giurisdizione del paese di appartenenza ma l’intenzione dell’Unione Europea è quella di creare delle regole che abbraccino in modo uniforme tutti i paesi dell”Eurozona.

Il passo successivo da parte della Commissione Europea sarà di dettagliare meglio questa regolamentazione, in modo particolare su come i droni dovrebbero essere equipaggiati, il loro limite di altitudine, la distanza operativa, la stabilizzazione del volo e l’atterraggio automatico.