Cos’è il Gimbal

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Consolidatissimo è ormai il mondo dei droni ed il suo esercito di amatori e professionisti che utilizzano in innumerevoli campi i multicotteri (cinetelevisivo, architettura, urbanistica, edilizia, agricoltura e chi più ne ha più ne metta!).

Tra questi infiniti usi, il drone diventa protagonista nella “fotogrammetria”. Parliamo di foto scattate durante il volo, le quali vengono elaborate grazie a particolari software in grado di realizzare cartografie e immagini 3D.

Il Gimbal, in tutto questo, fa “il miracolo”, la pèrfezione delle immagini. Si tratta di un ingegnoso supporto per videocamere, montato su multicotteri che permette la stabilità della camera e consente riprese perfette e professionali, quindi, niente più immagini tremolanti o inquadrature non in asse.

 

gimbal2E’ composto da un telaio, un sistema di supporto e due cerniere. Una è situata sul piano verticale, l’altra su quello orizzontale, ad esse sono applicati due motori elettrici trifase, collegati ad un piccolo microprocessore.

Nella sua evoluzione, il Gimbal ha subito interessanti modifiche infatti non è più gestito da servocomandi ma da una centralina che agisce direttamente sui motori brushless. Questi ultimi garantiscono la potenza necessaria e una fortissima coppia di reazione.

Innegabile che il Gimbal sia resistente e leggero oggi più di ieri perchè l’alluminio utilizzato per la sua costruzione è stato sostituito dalla leggerissima fibra di carbonio di cui tutti conosciamo il valore e le qualità.

Il suo utilizzo necessita in genere di due operatori quindi di altrettanti radiocomandi. Uno verrà utilizzato per pilotare il drone, l’altro per gestire la ripresa.

Il suo prezzo può variare da 50 a 400 euro per una “action camera”, dai 2500 ai 2700 euro per una Canon 5D, da 3000 a 3500 euro, ed anche più, per videocamere con un peso notevole.

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