Controllo del traffico aereo di mezzi senza pilota: arriva un nuovo sistema

The Ohio State University

Se da un lato l’FAA ha posto dei limiti al volo dei droni, come la velocità massima di 160 km/h e un’altitudine che non deve superare i 120 metri, dall’altro le aziende che vogliono sfruttare le enormi potenzialità insite nei piccoli UAV, vedono in queste regole un evidente ostacolo.

Per venire incontro a queste esigenze, ci ha pensato il Centro di ricerca aerospaziale The Ohio State University; il progetto, creato da un team di tecnici, prevede l’utilizzo di radar e software per creare un sistema di gestione del traffico dei veicoli senza pilota. È come una rete di controllo di quello aereo in stile FAA, ma specifico per droni o veicoli senza pilota ancora più grandi che un giorno potrebbero trasportare passeggeri.

Come funziona questo nuovo sistema? Per prima cosa, radar attivi emetteranno un segnale che rimbalzerà sull’oggetto in questione; accoppiati ad essi ci saranno dei radar passivi, i quali non emettono segnali. Questi possono utilizzare i disturbi generati da quelle onde per inferire la presenza di un drone. La FAA manderà dati al sistema sui voli commerciali grazie ad un software che collegherà l’intera rete.

Alla stregua di Google Maps che indica ai guidatori dove andare, il risultato finale indicherà ai piloti di droni, umani o robot, il modo migliore per volare. In poche parole, droni e altri veicoli senza pilota faranno affidamento alla rete per spostarsi dal punto A al punto B.

Il sistema verrà testato in un percorso che sarà lungo circa 56 km, largo almeno 3 km, seguendo la Route 33 di East Liberty a Dublin, nell’Ohio. Inoltre, verranno anche condotti dei voli dimostrativi che coinvolgeranno uno o due droni nel monitoraggio del traffico sull’autostrada sottostante, e quindi di fornire dati al Dipartimento dei trasporti dell’Ohio.