Canada più morbido sui droni da divertimento: le nuove regole

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Le petizioni di protesta nate negli ultimi mesi dopo che l’autorità di aviazione Civile del Canada aveva approvato regole ferree sui droni da divertimento, hanno sortito i loro effetti. Transport Canada, che è l’equivalente della nostra ENAC, ha infatti deciso di ritornare sui suoi passi introducendo regole più morbide per quel che riguarda i droni ad uso ricreativo.

E di questo cambio di passo ne è felice prima su tutti la casa cinese Dji, che ad oggi è il più grande produttore al mondo di droni.

“Le nuove disposizioni – spiega Dji – alleggeriscono molte restrizioni precedenti che impedivano di far volare un drone in molte aree del Canada. Dji aveva chiesto al ministro dei Trasporti Garneau di introdurre modifiche ragionevoli che permettessero agli appassionati di pilotare in modo sicuro i propri droni fino a quando non sarebbe entrato in vigore un nuovo regime normativo. Mentre Dji ritiene che ci siano ancora altre restrizioni da migliorare, apprezza gli sforzi fatti dal ministro Garneau per rispondere alle preoccupazioni dei piloti di droni che si comportano responsabilmente”.

Ma esattamente, cosa è cambiato? Le nuove regole canadesi stabiliscono, molto semplicemente, che i droni ad uso ricreativo devono mantenere una distanza minima dalle persone pari a 30 metri nel caso in cui si parli di droni aventi un peso compreso tra i 250g e 1kg (come lo Spark e il Mavic, di fatto). Prima, invece, non c’erano differenze sul peso: la legge canadese stabiliva che tutti i droni, da 250g a 35kg, dovevano stare almeno a 75 metri di distanza dalle persone.

Il nodo del cambiamento quindi risiede in una maggior tolleranza nei confronti dei droni più leggeri. Ridotta, inoltre, la distanza da mantenere dagli aeroporti. Da questo punto di vista le nuove regole canadesi stabiliscono che la distanza dagli aeroporti debba essere di 5.5km e di 1.8km nel caso degli eliporti: prima invece le distanze erano in tutti e due i casi pari a 9km.