Attentato in Venezuela coi droni: la guerra terroristica arriverà anche dal cielo?

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Lo sviluppo tecnologico comporta sempre un prezzo da pagare, oneroso o meno non ha importanza. Molte invenzioni sono le due facce della stessa medaglia: una rappresenta l’emblema della positività apportata alla comunità umana, l’altra è la sua esatta nemesi.

Da tempo si fa un gran parlare di droni: utilizzo ricreativo, sociale ed economico, regolamentazione certa che includa sicurezza certosina e totale rispetto della privacy altrui. Ma, in agguato, c’è sempre la variante più imprevedibile: quella umana. Purtroppo sarà difficile estraniarla dal contesto, così come in ogni cosa su cui si sono posate le mani dell’uomo.

L’attentato accaduto in Venezuela nasconde un pericolo evidente, forse fino ad ora poco considerato: i droni utilizzati come arma terroristica. I fatti sono stati questi: durante la parata per l’81° anniversario della creazione della Guardia Nazionale venezuelana nel centro di Caracas, gli UAV hanno cercato di attentare alla vita del presidente Maduro, stando alle indagini svolte.

L’azione terroristica è stata rivendicata da un fino ad ora sconosciuto “Movimento di soldati in camicia”. Maduro ha apertamente accusato la Colombia, asserendo che dietro l’attentato ci sia il presidente Juan Manuel Santos. Naturalmente la Colombia ha rispedito al mittente le accuse, definendole “assurde”. Le immediate indagini hanno portato all’arresto di 6 persone.

Ma quali droni sono stati utilizzati per l’attentato? Si tratta di DJI M600, in grado di portare carichi relativamente pesanti, tra cui un kit di registrazione e una telecamera cinematografica. Gli M600 trasportavano un carica di esplosivo C4, dal peso di un kg ed in grado di causare danni nel raggio di 50 metri. Uno di essi aveva come obiettivo lo sganciamento della bomba sulla tribuna presidenziale; per fortuna, i sistemi militari di disturbo del segnale hanno disorientato il drone, facendolo esplodere al di là dell’obiettivo previsto.

Dopo quanto accaduto, una domanda sorge spontanea: evento isolato oppure l’inizio di una guerra terroristica proveniente dal cielo? Difficile rispondere. I governi devono creare misure atte a prevenire che attentati del genere accadono in futuro.