Amazon brevetta il drone che si autodistrugge

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La tecnologia è sempre stata legata all’ingegno umano. Dietro ad ogni innovazione c’è un qualcuno che l’ha immaginata nella sua mente, ne ha determinato i dettagli hardware e software, calcolate le varianti matematiche e progettata sul pc attraverso un programma 3D dove il pensiero si trasforma in realtà virtuale. Quello che manca spesso a questi “creatori” è la capacità di vedere oltre il proprio ingegno e utilizzare la ragione anche in altri termini. Quali? Valutare gli aspetti negativi di ciò che si sta creando.

Amazon non ha mai nascosto il suo piano commerciale di utilizzare i droni per la consegna. L’idea era maturata già un bel po’ di anni fa, si è perfezionata nel tempo fino ad arrivare all’ultima geniale idea partorita dall’azienda. Grazie all’acquisizione di un brevetto, i droni di Amazon possono autodistruggersi in caso di emergenza.

La frammentazione avverrebbe nel caso in cui il veicolo senza pilota andrebbe incontro ad anomalie meccaniche. Come e dove? Il come è, come dicevo, una frammentazione in piccoli pezzi che causerebbero danni minimi; il dove dipende dai tecnici che ne controllano il volo: prima di procedere alla distruzione, dovrebbero controllare l’area su cui il drone sta volando, le condizioni meteorologiche e anche la tipologia di terreno sottostante.

Detto questo, vale la pena fare alcune considerazioni. In un futuro non molto lontano, oltre Amazon ci saranno altre aziende che utilizzeranno i droni per effettuare le consegne; ora, tralasciando l’aspetto puramente sociale (quante persone che lavorano alle consegne perderebbero il posto di lavoro?), immaginate i cieli costantemente invase da robot volanti di qualsiasi grandezza e il loro fastidioso ronzio al seguito. Ci abitueremo? Certo, come sempre abbiamo fatto con ogni innovazione tecnologica.

E questo sistema di autodistruzione dei droni come possiamo giudicarlo? Se prendiamo per buona l’idea dei tecnici di Amazon nel metterlo atto in zone possibilmente poco abitate allora mi viene subito da pensare alle campagne, ai parchi ed a torrenti e fiumi. Non diventerebbe un problema di inquinamento ambientale? Qualcuno andrà mai a fare opera di pulizia recuperando i pezzi del drone? Vedremo.