Aeronautica acquista droni dalla Piaggio: operazione da 800 milioni

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Il Ministero dell’economia italiana ha inviato al Parlamento, per una prima valutazione, un progetto riguardante il programma pluriennale atto ad acquistare UAV Long Endurance di media altitudine; il documento contiene tutti i dettagli della spesa per i droni P2HH che l’Aeronautica probabilmente acquisterà da Piaggio Aerospace, con l’importo che dovrebbe ammontare a 766 milioni di euro.

Il budget stanziato per il Ministero della Difesa riguardante le “attività industriali ad alta tecnologia ed a sostegno delle esportazioni” è di 5,3 miliardi in 15 anni, che include il suddetto finanziamento. Il programma è supportato dall’Aeronautica e soddisfa i requisiti delle Forze Armate. Gli ultimi aspetti contrattuali che trasformeranno il progetto in decreto esecutivo dovrebbero essere definiti a breve.

Anche se le Camere sono state sciolte alla fine del 2017, in casi come questi è possibile richiamare comunque le Commissioni, come già previsto dal Decreto, per fornire finanziamenti alle missioni militari italiane all’estero.

È un dato di fatto, tuttavia, che al termine di un periodo di 30 giorni dalla notifica del progetto di decreto, a meno che le commissioni competenti non si facciano sentire, il governo procederà comunque, come stabilito nel Codice degli appalti militari. “Riconosciamo che questo ministero”, ha commentato Antonio Apa, segretario del sindacato Uilm Liguria “ha lavorato per il bene comune della nazione, attraverso la sua legge navale così come con questo recente progetto”.

Un’impasse è avvenuta a Savona tra la direzione della Piaggio ed i sindacati, dopo un incontro sul trasferimento della proprietà intellettuale per l’aereo civile P180, con una nuova società da creare, che dovrebbe assorbire 23 dei suoi lavoratori. Secondo Lorenzo Ferrero, del sindacato CGIL Savona, “è essenziale proteggere i lavoratori da ciò che sta accadendo qui. Il trasferimento dell’attività per il P180 e per i componenti della sua linea non militare è una questione delicata, alla quale rimaniamo contrari perché non è inclusa nel piano industriale, né in precedenti accordi”.