ENAC e i compiti delle vacanze: compare la differenza tra giocattoli e aeromodelli

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Da una lato viene da dire ce l’abbiamo fatta, finalmente! Nella nota esplicativa Enac n° 4 del 2016 del primo agosto scorso compare infatti la differenza tra giocattolo e aeromodello.

Le nuove definizioni sono incluse nelle Regole dell’Aria SERA, Parte C, e causate dall’entrata in vigore del regolamento di esecuzione della Commissione EU 2016-1185 del 20 luglio 2016.

Lo trovate qui: http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/information/P1165966578/NI_2016-004.pdf

Subito all’articolo 1 paragrafo B punto 4 si legge: “Il presente regolamento non si applica agli aeromodelli e agli aeroplani giocattolo. Tuttavia gli Stati membri provvedono affinché siano istituite norme nazionali per garantire che gli aeromodelli e gli aeroplani giocattolo siano utilizzati in modo tale da ridurre al minimo i rischi per la sicurezza dell’aviazione civile, le persone, gli oggetti e gli altri aeromobili.”.

Quanto meno una frase che lascia all’Italia la libertà di agire a Enac senza dover attendere Easa.

Ed ecco la tanto attesa differenza tra aeromodelli e giocattoli: Viene definito “aeromodello” un velivolo senza pilota, diverso dagli aeroplani giocattolo con una massa operativa non superiore ai limiti prescritti dall’autorità competente che è in grado di effettuare un volo prolungato nell’atmosfera e che è utilizzato esclusivamente a fini di esposizione o di attività ricreative.

Mentre viene definito “aeroplano giocattolo”, un velivolo senza pilota, progettato o destinato, in modo esclusivo o meno, ad essere usato a fini di gioco da parte di bambini di età inferiore a 14 anni.

A ben guardare è ancora imperfetta, a 14 anni non si è bambini, la parola “persone” sarebbe probabilmente più adatta, ma almeno la frase lascia aperte una serie di possibilità che la tecnologia ci sta per offrire (se non offre già) e che potrebbe tornare utile anche a mezzi non-giocattoli ma certamente non-aeromodelli e tanto meno Sapr.

Ma molto importante risulta anche il paragrafo Deroghe per operazioni speciali: “Su richiesta dei soggetti che svolgono le seguenti attività, le autorità competenti possono concedere deroghe ai requisiti specifici previsti dal presente regolamento a tali soggetti in relazione alle seguenti attività di interesse pubblico e all’addestramento necessario per svolgere tali attività in sicurezza.”

Ottimo, perché significa che è possibile sperimentare nelle scuole, università, centri di ricerca e, vivaddio, nelle aziende, trovando il modo, cioè la “ragionevole soluzione” con l’Ente e non dovendo giocoforza diventare operatori.

Sulla faccenda scuole e ritardi abbiamo già scritto abbastanza, all’unanimità, la comunità unmanned italiana ha rimandato Enac agli esami di riparazione, staremo a vedere se li anticiperà a questa settimana, oppure se saranno a settembre come nella migliore tradizione liceale.

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