Effetto “forbice” sul mondo unmanned

In economia si usava spesso il termine “effetto forbice” per indicare un divario sempre più marcato nella crescita di due parametri. Ebbene: il mondo Unmanned sta oggi applicando questo concetto in modo sempre più marcato.

Arriva dall’Australia la notizia che il Governo è disposto a finanziare la costruzione di grandi droni anfibi con capacità di volo e galleggiamento autonomi, e a lunga autonomia, per controllare lo stato delle acque marine lungo le coste.

Il fatto più interessante è però l’analisi compiuta per arrivare a prendere questa decisione: è stato calcolato che il mercato Unmanned mondiale sta crescendo del 32,22% dal 2015 e che questa tendenza rimarrà costante fino al 2020 per un totale di 5,59 miliardi di dollari su scala planetaria. Una cifra così alta che risulta difficile da scrivere con serietà.

Ecco quindi dove è puntata la lama alta della forbice, che ricomprende tutti gli UAV da qualche tonnellata fino a pochi chilogrammi.FAA-EASA-rule-making-progress-1024x769

E quella inferiore? La spaccatra più netta pare attestarsi dai due chili di peso in giù: la tendenza è sempre più marcata verso macchine per uso semplificato al massimo, estensioni dei telefonini come delle macchine fotografiche compatte.

Roba relativamente “usa e getta”, insomma, da scaffale dell’autogrill e da tenere sempre con noi per ogni evenienza di lavoro o svago.

E mentre la società dimostra di non essere così preoccupata del fenomeno come la politica vuol far credere, a non dormire sono i governi, spaventati da un fenomeno che pur tentando di legiferare non riescono (perché non possono) fermare o controllare.

Del resto, un vertice delle Nazioni Unite per una risoluzione comune sulla vendita dei dronetti in cinque continenti pare certamente fantascienza.

Dunque la forbice è sempre più aperta e il legislatore sempre più indietro, come testimonia la roadmap europea ribadita al Tusexpo olandese questa settimana e ben rappresentata dal sito droneii.com: l’Europa completerà la normativa Unmanned non prima del 2019, con i pessimisti che sostengono un più credibile 2023.

E visti i precedenti e i venti attuali, c’è da chiedersi “quale” Europa vedrà una legge unica e applicabile.

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