Batterie – Come trattarle nel migliore dei modi

batterie drone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il quesito di Francesco C. , 17 enne di Bologna che sta per iscriversi al corso teorico con l’intenzione di diventare operatore Sapr. Ci scrive: “Oltre a seguire scrupolosamente quanto riportato dal manuale di uso e manutenzione del mio drone, ora aeromodello, esistono regole generali e trucchetti per far durare di più le batterie?”

batteria phantom 2La durata delle batterie dipende da un insieme di fattori: posto che siano in ottimo stato, la temperatura, la richiesta di potenza differente da volo a volo, la durata dello stesso, la sensoristica, i cablaggi e i connettori, il sistema di ricarica e altri fattori influiscono con percentuali differenti. Diciamo che ci sono delle regole generali per porsi nelle migliori condizioni e facilitare la sopravvivenza delle celle d’energia. Eccole:

1. Non acquistare batterie usate, non puoi sapere come sono state usate e trattate in precedenza. Acquista una batteria maggiorata che sia compatibile con il drone che utilizzi; quelle di serie sono normalmente sufficienti e determinate dal costruttore per soddisfare un uso medio del prodotto, ma non ottimizzate per il “tuo” utilizzo. La capacità in milliampere e la qualità del treno di elementi che la compongono sono fattori decisivi. Non saranno economiche, ma è un investimento che si recupera. Attenzione al loro peso però!

2. Non lasciar scaricare le celle prima di volare, ma non sovraccaricarle. Ogni pacchetto ha i suoi tempi e i suoi modi (si chiama profilo di ricarica), un ottimo carica batterie è un investimento ben fatto. Ma, per quanto il carica batterie sia ottimo, non lasciare incustodite le celle durante la carica e il mantenimento, una persona nei paraggi è sempre consigliata poiché è capitato che le batterie surriscaldassero o prendessero fuoco. Quindi mai lasciarle sotto carica senza presidio e mai posizionarle accanto ad altre fonti di calore oppure in luoghi dove sono conservati materiali o liquidi infiammabili, tanto meno al sole.

3. Vola nelle migliori condizioni meteo possibili, la presenza di vento impone continue correzioni per mantenere la traiettoria o la posizione volute, così come in estate l’eccessivo caldo, e in inverno il freddo intenso possono causare avarie. La pioggia può causare dispersioni e corto circuiti, l’umidità relativa molto alta e la quota (alta montagna) peggiorano il rendimento delle eliche. Valuta sempre, in funzione del carico utile agganciato, quanto “gas” devi dare per mantenere il volo stazionario fuori dall’effetto suolo. Se questa richiesta di potenza è eccessiva (>75%), il sistema è in sofferenza e può essere migliorato. Meno percentuale di potenza chiede un drone per volare meglio è.

4. Scegli eliche migliori di quelle “di serie”. Il numero delle pale, la forma delle pale, la loro lunghezza, il profilo e il passo sono parametri da valutare. In generale, più il “disco” dell’elica è ampio più aumenta la spinta in chili che il sistema genera. Ma attenzione: un’elica troppo ampia impedirà al motore di arrivare al numero di giri più adatto (carico eccessivo) e un passo troppo “lungo” (inclinazione della pala rispetto alla direzione di avanzamento), può causare stalli improvvisi ai bassi regimi. Occhio anche alle vibrazioni (lo squilibrio tra pale di una stessa elica), possono causare danni catastrofici. I giusti parametri sono indicati sul manuale; modificare le eliche non significa stravolgerli.

5. Se non occorre volare a breve, o se fai lunghe pause tra i voli, distacca le batterie, spegni la macchina fotografica e il sistema di orientamento (gimbal). Se per le riprese che devi effettuare è sufficiente una macchina fotografica più leggera, il tempo perso per la sostituzione è ampiamente recuperato in termini di autonomia delle batterie.

6. Non ricaricare le batterie a vuoto. Esse devono presentarsi perfettamente cariche nel momento del decollo, non due giorni prima. Considera che ogni batteria ha un numero di cicli di ricarica finito, dopo il quale collassa. Quando le batterie sono fisicamente distaccate dal drone perdono comunque progressivamente una percentuale di energia.

7. Osserva bene le batterie prima e dopo ogni volo. Se vedi rigonfiamenti nel rivestimento, irregolarità nell’isolante dei cavi, connettori anneriti o con terminali non perfettamente fissati, e ancora se la temperatura delle celle dopo il volo è eccessiva (scottano), accantona quel pacchetto.

8. Occhio alla dispersione. Vale soprattutto per i grandi droni. Maggiore è la lunghezza dei cavi di collegamento tra motori e batterie, maggiore è la dispersione – ricorda che le batterie forniscono corrente continua – di corrente tra punto di partenza e di arrivo. Se usando un multimetro misuri una tensione di (esempio) 14.4 volt al connettore delle batterie e di 12 volt o meno vicino al motore, hai un problema di pessimi cavi. Due/tre decimi di volt per 50 cm di cavo sono un buon valore. Anche connessioni male dimensionate possono provocare il surriscaldamento delle lamelle dei contatti disperdendo energia. Tieni sempre a mente che il calore è la meno nobile delle fonti di energia, e se si produce, significa che ne stai “buttando via”.

9. Conservale in luoghi con temperature mai eccessive. In estate, per esempio, non lasciarle nell’abitacolo dell’automobile direttamente dietro ai cristalli, mentre questa è al sole. In inverno, se l’automobile è lasciata all’esterno, portale in casa.

10. Energia! Una delle grandi sfide tecnologiche che l’umanità sta affrontando è proprio la conservazione dell’energia elettrica. Aggiornati costantemente sui progressi del settore e ricorda di … sperimentare!

Articolo originale da Dronitaly